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Gli anni ’10 sono stati il decennio dell’EDM (Electronic Dance Music). I rave si sono trasformati in mega-festival e i DJ in vere e proprie rockstar. Al centro di questa rivoluzione c’erano le etichette che hanno saputo intercettare i nuovi trend e trasformare i brani in inni da stadio.
Fondata in Olanda, Spinnin’ Records è stata la casa discografica che ha dominato il decennio. Hanno saputo capitalizzare l’enorme successo del sound progressive house e big room, creando una formula di successo che mescolava melodie potenti, build-up epici e drop esplosivi. L’etichetta è stata il trampolino di lancio per superstar globali come Martin Garrix, Calvin Harris, Hardwell e Tiësto. Con un marketing aggressivo e una presenza massiccia su YouTube, Spinnin’ ha portato l’EDM a un pubblico di massa.
Mentre Spinnin’ Records si concentrava sull’EDM da festival, Skrillex ha fondato la sua etichetta, OWSLA, per spingere i confini della musica elettronica. L’etichetta è diventata il punto di riferimento per il dubstep, la trap e i suoni più sperimentali. OWSLA ha lanciato le carriere di artisti come Porter Robinson, Zedd e What So Not, dimostrando che l’innovazione e un sound più aggressivo potevano avere un enorme successo. La loro estetica visiva e il loro approccio non convenzionale li hanno resi un’icona di culto per un’intera generazione.
Fondata dal trio Above & Beyond, Anjunabeats ha rappresentato un’oasi di melodia e sentimento in un’epoca dominata dai bassi più aggressivi. L’etichetta si è concentrata sulla trance progressiva e sulla progressive house, creando un’atmosfera emotiva e ricca di armonie. Con una fanbase fedelissima, Anjunabeats ha costruito un vero e proprio “brand” basato sulla connessione con il pubblico. Hanno lanciato le carriere di artisti come Lane 8 e ilan Bluestone, diventando sinonimo di un sound profondo, emozionale e ben prodotto.
Con il suo quartier generale a San Francisco, Dirtybird Records ha offerto un’alternativa eccentrica e groovy al sound mainstream. Fondata da Claude VonStroke, l’etichetta si è specializzata in una tech house che univa ritmi potenti, bassi grassi e un umorismo inconfondibile. Artisti come Green Velvet e Justin Martin hanno trovato in Dirtybird un rifugio per la loro creatività, e i loro brani sono diventati inni per il circuito dei club e dei festival di nicchia, dimostrando che non serviva un sound da stadio per riempire le piste da ballo.
Negli ultimi anni del decennio, un nuovo genere ha preso il sopravvento: la techno melodica. L’etichetta simbolo di questo movimento è stata Afterlife, fondata dal duo Tale Of Us. Hanno creato un’estetica sonora e visiva unica, basata su ritmi minimali, atmosfere sognanti e melodie evocative. Afterlife non ha pubblicato solo musica, ma ha creato un’intera esperienza, con eventi spettacolari che hanno spinto il genere verso un pubblico più vasto e hanno dimostrato che la techno poteva essere allo stesso tempo oscura e profondamente emotiva.
Queste etichette hanno non solo pubblicato musica, ma hanno creato interi movimenti e hanno definito il sound di un’epoca.
Scritto da: Redazione
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