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Una delle domande più frequenti di chi ha vissuto una relazione con una persona caratterizzata da marcati tratti narcisistici è: “Perché è stato così cattivo?”
La sensazione è quella di trovarsi davanti a una persona capace di ferire, umiliare o manipolare senza provare alcun rimorso.
In psicologia, tuttavia, è importante distinguere tra cattiveria intenzionale e comportamenti che possono derivare da un funzionamento della personalità profondamente disfunzionale. In alcune persone con disturbo narcisistico di personalità, ciò che appare come pura cattiveria può essere legato a un intenso vuoto interiore, a una fragilità dell’identità e a una ridotta capacità di entrare in contatto con le emozioni proprie e altrui.
Molti immaginano il narcisista come una persona sicura di sé, forte e priva di dubbi.
In realtà, soprattutto nelle forme più vulnerabili del narcisismo, sotto questa immagine può nascondersi un senso di vuoto profondo.
Questo vuoto può manifestarsi come:
Per alcune persone, il controllo degli altri diventa un modo per non confrontarsi con queste sensazioni.
Alcune persone con marcati tratti narcisistici possono provare una temporanea sensazione di superiorità quando riescono a dominare emotivamente qualcuno.
Possono ottenere questa sensazione attraverso:
Non sempre l’obiettivo è fare soffrire l’altro. Più spesso il comportamento sembra orientato a rafforzare, almeno per un momento, un’autostima fragile.
Uno degli aspetti più studiati riguarda la difficoltà empatica.
In alcune persone questa può tradursi in:
L’assenza di empatia non significa necessariamente totale assenza di emozioni, ma può rendere molto difficile cogliere l’impatto dei propri comportamenti.
Paradossalmente, dietro molti comportamenti aggressivi può esserci una forte sensibilità alla vergogna.
Una critica, anche minima, può essere vissuta come una minaccia.
Per difendersi, alcune persone reagiscono:
L’aggressività diventa una difesa contro emozioni che risultano difficili da tollerare.
Per chi vive un senso di instabilità interiore, controllare l’ambiente può offrire un’illusione di sicurezza.
Per questo motivo possono comparire comportamenti come:
Il controllo riduce temporaneamente la paura di perdere valore o di essere abbandonati.
Molte vittime raccontano che, dopo aver ferito qualcuno, il narcisista sembra comportarsi come se nulla fosse accaduto.
Le spiegazioni possono essere diverse.
In alcuni casi la persona:
Riconoscere pienamente il danno provocato significherebbe mettere in discussione l’immagine positiva che ha di sé, e questo può risultare molto difficile.
Quando il senso di valore dipende quasi esclusivamente dalle conferme esterne, nessun risultato è sufficiente a lungo.
Per questo alcune persone cercano continuamente:
Il sollievo che ne deriva è spesso temporaneo, rendendo necessario ricercare continuamente nuove gratificazioni.
Questa è una domanda complessa.
La presenza di un disturbo della personalità non elimina la responsabilità individuale delle proprie azioni.
Comprendere le possibili cause psicologiche di un comportamento non significa giustificarlo.
Ogni persona resta responsabile del modo in cui tratta gli altri e delle conseguenze delle proprie scelte.
Il cambiamento è possibile, ma richiede condizioni molto precise.
Servono:
Senza questi elementi, gli stessi schemi relazionali tendono a ripetersi.
Quella che molte vittime percepiscono come “cattiveria” può, in alcuni casi, essere l’espressione di un funzionamento psicologico caratterizzato da fragilità, bisogno di controllo e difficoltà empatiche. Tuttavia, queste possibili spiegazioni non attenuano il dolore provocato né giustificano comportamenti manipolatori o abusanti.
La vera differenza tra una relazione sana e una tossica non sta nell’assenza di conflitti, ma nella capacità di rispettare l’altro anche durante i momenti difficili. Quando il bisogno di proteggere il proprio ego diventa più importante del benessere di chi si ha accanto, il rapporto rischia di trasformarsi in una fonte costante di sofferenza.
Scritto da: Redazione
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