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Radio Kaffeine More Music for Everybody!
La radio, un’invenzione con oltre un secolo di storia, continua a dimostrare una straordinaria capacità di reinventarsi. Dalle trasmissioni di Guglielmo Marconi alle moderne piattaforme di streaming, il suo ruolo è cambiato, ma la sua essenza di connettore di comunità e fonte di intrattenimento rimane salda. Oggi, nel 2025, il dibattito sul suo futuro è più vivo che mai: sarà il DAB, l’IP Radio o un’ibridazione tra i due a dominare lo scenario?
La storia della radio è un racconto di innovazione. Dopo i primi esperimenti di Marconi nel 1895, le prime trasmissioni per il pubblico iniziarono negli anni ’20 del Novecento, segnando una rivoluzione nella comunicazione di massa. Per decenni, lo standard AM (Amplitude Modulation) fu il pioniere, seguito dalla più nitida e robusta FM (Frequency Modulation), che dagli anni ’60 in poi è diventata il punto di riferimento per l’ascolto musicale. La radio analogica ha regnato sovrana per quasi un secolo, ma con l’avvento dell’era digitale, il suo modello ha iniziato a mostrare i propri limiti.
Il DAB (Digital Audio Broadcasting), e in particolare il suo successore più efficiente DAB+, è la risposta al bisogno di modernizzare le trasmissioni via etere. Tecnologicamente, offre diversi vantaggi rispetto all’FM:
A livello statistico, l’adozione del DAB+ sta crescendo in modo significativo in molti Paesi europei, anche se con ritmi diversi. In Norvegia, per esempio, l’FM è stata spenta quasi completamente già anni fa, consolidando il DAB come standard. Nel Regno Unito, il DAB è la piattaforma più usata, rappresentando il 42% delle ore di ascolto nel primo trimestre del 2025, un dato che ha superato la quota di AM/FM (27%). Anche in Italia, la diffusione del DAB sta aumentando, con una copertura outdoor stimata di quasi il 90% della popolazione e l’obbligo, dal 2020, di installare ricevitori DAB+ nelle nuove auto.
L’IP (Internet Protocol) Radio, o web radio, rappresenta un approccio completamente diverso, che sfrutta la connessione a internet per trasmettere il segnale. I suoi punti di forza sono:
Il principale svantaggio dell’IP radio è la sua dipendenza da una connessione a internet stabile e dai costi dei dati, che la rendono meno adatta in situazioni di scarsa copertura o per chi non vuole consumare Giga.
La domanda se il DAB o l’IP radio sarà il futuro della radio è, in un certo senso, un falso dilemma. Le statistiche dimostrano che sono in atto due processi paralleli e non necessariamente in competizione:
Il futuro più probabile, come già si vede in molti ricevitori moderni, è l’ibridazione. I dispositivi saranno capaci di ricevere sia il segnale DAB+ che lo streaming IP, scegliendo automaticamente la fonte migliore a seconda della situazione. Il DAB+ continuerà a essere la soluzione principale per l’ascolto in mobilità (in auto) e per il consumo di massa in aree di buona copertura, mentre lo streaming IP diventerà la piattaforma preferita per l’ascolto personalizzato, globale e on-demand. La radio, quindi, non si estinguerà, ma cambierà pelle ancora una volta, diventando un media ancora più versatile e onnipresente.
Scritto da: Redazione
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