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Le piante carnivore sono vegetali straordinari che, a causa della loro evoluzione in habitat poveri di nutrienti essenziali come l’azoto (tipicamente torbiere e paludi), hanno sviluppato la capacità di catturare e digerire piccoli animali, principalmente insetti, per integrare la loro dieta minerale.
Queste piante attuano un meccanismo di carnivoria attiva o passiva. Esse producono l’energia necessaria tramite la fotosintesi, come tutte le piante, ma utilizzano trappole specializzate per la nutrizione secondaria.
In un ambiente domestico ben curato, le piante carnivore non necessitano di alimentazione manuale poiché spesso riescono a catturare autonomamente gli insetti presenti. Se necessario, è fondamentale fornire solo insetti vivi (piccoli moscerini, ragni) o da poco uccisi, poiché il movimento stimola il meccanismo di chiusura e la digestione, specialmente nelle specie a trappola attiva. Evitare categoricamente carne, formaggio, pane o insetti di grandi dimensioni, poiché potrebbero marcire all’interno della trappola, uccidendo la foglia o l’intera pianta.
Le piante carnivore non sono pericolose per l’uomo o per gli animali domestici di grandi dimensioni. Le loro trappole sono dimensionate per insetti e non rappresentano alcuna minaccia. Anche le specie più grandi, come alcune Nepenthes, non sono in grado di arrecare danno.
È possibile tenere le piante carnivore in casa, purché siano rispettate le loro esigenze ambientali, molto specifiche:
Terreno: Non necessitano di fertilizzanti. Il substrato ideale è la torba acida di sfagno bionda non concimata, mescolata spesso con perlite per assicurare il drenaggio e l’acidità.
Scritto da: Redazione
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