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Il disturbo borderline di personalità (DBP) può comportare una sofferenza emotiva molto intensa e variabile. Non si tratta semplicemente di avere “sbalzi d’umore” o di essere una persona particolarmente sensibile: il disturbo può influenzare profondamente il modo in cui vengono vissute le emozioni, le relazioni, l’immagine di sé e le situazioni di abbandono o rifiuto.
È importante ricordare che ogni persona è diversa e che una diagnosi non descrive completamente chi la possiede.
Una delle difficoltà più importanti riguarda la regolazione delle emozioni.
Rabbia, tristezza, paura, vergogna o senso di vuoto possono diventare molto intensi e difficili da gestire.
Un evento che per un’altra persona potrebbe rappresentare una semplice delusione può essere vissuto come qualcosa di emotivamente devastante.
L’emozione può inoltre cambiare rapidamente, rendendo difficile ritrovare equilibrio.
La paura di essere lasciati, rifiutati o sostituiti può rappresentare una delle esperienze più dolorose.
Anche una distanza apparentemente normale, come:
può essere interpretata come un possibile segnale di abbandono.
Questo può generare ansia, rabbia, disperazione e bisogno urgente di rassicurazione.
Le relazioni possono essere vissute con grande intensità.
Una persona può essere percepita inizialmente come straordinariamente importante, sicura e speciale e, successivamente, essere vissuta come distante, deludente o ostile.
Questi cambiamenti non sono necessariamente manipolazione consapevole: possono essere legati alla difficoltà di mantenere una percezione stabile di sé e degli altri quando le emozioni diventano molto intense.
Il vuoto interiore è un’esperienza frequentemente descritta nel DBP.
Può manifestarsi come:
“Non sento niente.”
oppure:
“Mi manca qualcosa, ma non so cosa.”
Può essere accompagnato da noia, inquietudine e bisogno di trovare rapidamente qualcosa che permetta di sentire nuovamente emozioni.
Un’altra sofferenza riguarda la percezione della propria identità.
Possono verificarsi cambiamenti significativi nella percezione di:
Questo può creare la sensazione di non avere una direzione stabile.
Dopo una reazione emotiva intensa possono arrivare vergogna e senso di colpa.
La persona può ripensare a ciò che ha detto o fatto e chiedersi:
“Perché ho reagito così?”
Questo può creare un ciclo doloroso:
emozione intensa → reazione → rimorso → vergogna → nuova sofferenza.
La rabbia può essere particolarmente intensa.
Non riguarda necessariamente soltanto l’evento presente: può essere alimentata dalla sensazione di essere stati ignorati, rifiutati, traditi o non compresi.
In alcuni casi può manifestarsi attraverso discussioni, impulsività o comportamenti aggressivi.
Quando l’emozione raggiunge livelli elevati, può diventare difficile mantenere una visione equilibrata.
La situazione può essere percepita attraverso categorie molto nette:
“Mi ama” / “Non mi ama”
“Posso fidarmi” / “Non posso fidarmi”
“Sono importante” / “Non valgo nulla”
Questo modo di percepire le situazioni può rendere particolarmente difficili i conflitti e le relazioni.
L’impulsività può rappresentare un’altra fonte di sofferenza.
Può riguardare, per esempio:
Il problema non è soltanto il comportamento in sé, ma anche le conseguenze che possono arrivare successivamente.
Una persona con DBP può avere la sensazione che gli altri non comprendano quanto intensamente sta vivendo una situazione.
Da fuori può sembrare una reazione eccessiva.
Dall’interno, invece, l’esperienza emotiva può essere estremamente reale e dolorosa.
Questa distanza tra ciò che viene vissuto e ciò che viene percepito dagli altri può aumentare isolamento e frustrazione.
Durante un conflitto può essere difficile mantenere contemporaneamente due idee:
“Questa persona mi ha ferito”
e
“Questa persona può comunque volermi bene.”
Quando l’emozione è molto intensa, può prevalere una delle due percezioni.
Dopo la fase acuta, la valutazione della situazione può cambiare nuovamente.
Il DBP può essere associato a episodi di forte tristezza, disperazione e difficoltà nella gestione dello stress.
Questi momenti possono essere particolarmente pesanti perché spesso si aggiungono alle difficoltà relazionali e alla percezione di non riuscire a controllare le proprie reazioni.
Questo è l’aspetto più delicato.
Alcune persone con DBP possono sperimentare autolesionismo o pensieri suicidari, soprattutto durante momenti di sofferenza emotiva estremamente intensa.
Non significa che tutte le persone con DBP presentino questi comportamenti.
Quando però compaiono, devono essere presi sempre seriamente e richiedono una valutazione professionale tempestiva.
Una diagnosi di DBP non significa essere condannati a vivere per sempre nello stesso modo.
Esistono trattamenti psicoterapeutici efficaci. Tra quelli maggiormente studiati troviamo la terapia dialettico-comportamentale (DBT), oltre ad altri approcci psicoterapeutici specifici.
Il trattamento può aiutare a sviluppare:
Comprendere la sofferenza non significa accettare qualsiasi comportamento.
È possibile essere empatici e contemporaneamente mantenere confini sani.
Può essere utile:
La relazione può diventare più equilibrata quando comprensione e confini procedono insieme.
La sofferenza legata al disturbo borderline può essere profonda perché coinvolge contemporaneamente emozioni, identità, relazioni e paura dell’abbandono.
Dietro una reazione che dall’esterno può sembrare sproporzionata può esserci un’esperienza emotiva estremamente intensa.
Ma il DBP non definisce la persona e non significa necessariamente vivere per sempre relazioni instabili o emozioni ingestibili. Con un trattamento adeguato è possibile sviluppare strumenti efficaci e costruire una vita più stabile.
La sofferenza è reale, ma non è immutabile. 🌱
Scritto da: Redazione
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