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Una delle domande più frequenti riguarda il motivo per cui alcune persone con marcati tratti di narcisismo covert sembrano osservare le relazioni con grande razionalità, alternando momenti di intensa vicinanza a improvvisi distacchi emotivi.
Molti partner raccontano di aver percepito un comportamento apparentemente “calcolato”: prima vengono idealizzati, poi, una volta ottenuta la loro fiducia e attenzione, sembrano perdere improvvisamente interesse.
È importante sottolineare che non tutte le persone con un disturbo narcisistico agiscono nello stesso modo e che le eventuali diagnosi spettano esclusivamente ai professionisti della salute mentale. Tuttavia, la ricerca descrive alcune dinamiche ricorrenti che possono aiutare a comprendere questi comportamenti.
Uno degli aspetti centrali del narcisismo patologico è il bisogno di sentirsi riconosciuti.
Per alcune persone questo significa avere la costante sensazione di essere:
Le conferme esterne diventano una sorta di regolatore dell’autostima.
Quando queste diminuiscono, possono comparire irritabilità, frustrazione o la ricerca di nuove fonti di gratificazione.
Molti comportamenti possono sembrare pianificati.
In realtà, spesso derivano da uno schema relazionale consolidato.
La persona può osservare attentamente:
Queste informazioni possono essere utilizzate per creare un forte legame emotivo oppure, nelle relazioni disfunzionali, per mantenere una posizione di controllo.
All’inizio della relazione il partner rappresenta spesso una fonte continua di attenzione.
Ricevere:
può rafforzare temporaneamente l’immagine positiva che la persona ha di sé.
Molte vittime raccontano che, dopo una fase iniziale molto intensa, il partner sembra improvvisamente cambiare.
Una possibile spiegazione è che, una volta ottenute le conferme desiderate, la relazione perda quella capacità di alimentare continuamente l’autostima.
La novità diminuisce, mentre la quotidianità richiede reciprocità, responsabilità e compromessi.
Per alcune persone con marcati tratti narcisistici questo può risultare difficile da sostenere.
Quando il bisogno di sentirsi speciali torna a prevalere, alcune persone possono cercare nuove fonti di gratificazione.
Questo non riguarda necessariamente una nuova relazione sentimentale.
Le conferme possono arrivare da:
L’importante è continuare a sentirsi al centro dell’attenzione.
In psicologia, il termine comorbilità indica la presenza contemporanea di più condizioni o tratti psicologici nella stessa persona.
Nel narcisismo possono talvolta coesistere caratteristiche riconducibili ad altri disturbi o problematiche, come:
La presenza di comorbilità può rendere il quadro clinico più complesso e influenzare il modo in cui la persona vive le relazioni.
Per chi fonda gran parte della propria autostima sul riconoscimento esterno, l’ammirazione può avere un effetto temporaneo.
Dopo poco tempo, la gratificazione tende a diminuire.
Per questo motivo alcune persone sentono il bisogno di ottenere nuove conferme in un ciclo che si ripete continuamente.
Molti partner descrivono un cambiamento improvviso.
Chi prima appariva estremamente coinvolto può diventare:
Questo può dipendere dalla difficoltà a costruire un’intimità stabile e dalla tendenza a privilegiare i propri bisogni di conferma rispetto alla reciprocità.
Chi vive questa dinamica può iniziare a:
Con il tempo, la relazione può diventare profondamente sbilanciata.
Il cambiamento è possibile solo se la persona riconosce il proprio funzionamento, accetta di mettersi in discussione e intraprende un percorso terapeutico.
Senza una reale motivazione al cambiamento, gli stessi schemi tendono a ripresentarsi anche nelle relazioni successive.
Il comportamento che molte persone percepiscono come “freddamente calcolatore” può essere legato, in alcuni casi, a un forte bisogno di proteggere un’autostima fragile e di ricevere continue conferme dall’esterno. Quando l’ammirazione diventa la principale fonte di equilibrio psicologico, le relazioni rischiano di essere vissute più come strumenti di regolazione emotiva che come autentici legami di reciprocità.
Comprendere queste dinamiche non significa etichettare o giudicare chi soffre di un disturbo della personalità. Significa, piuttosto, imparare a riconoscere i segnali di una relazione che perde equilibrio, ricordando che un rapporto sano si fonda sulla capacità di vedere e valorizzare anche i bisogni dell’altro, non soltanto i propri.
Scritto da: Redazione
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