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Il turntablism, l’arte di manipolare i giradischi e i dischi in vinile per produrre suoni nuovi e ritmi percussivi, è nato nelle strade e nei block party del Bronx negli anni ’70. Era un mestiere artigianale, basato sull’interazione fisica con l’hardware analogico. Con l’avanzare della tecnologia DJ, la domanda sorge spontanea: è ancora possibile praticare il turntablism con i moderni lettori per DJ e i controller digitali? E cosa ne pensiamo di questa evoluzione?
Il turntablism è emerso come una forma d’arte unica grazie a pionieri come Kool Herc, Grandmaster Flash e Afrika Bambaataa. Questi DJ non si limitavano a mettere un disco dietro l’altro; usavano due giradischi per isolare i “break” strumentali dei brani, estenderli e manipolarli ritmicamente. Da qui nacquero tecniche fondamentali come lo scratching (il suono prodotto muovendo il vinile avanti e indietro sotto la puntina), il beat juggling (creare nuovi ritmi alternando rapidamente due copie dello stesso disco) e il chase.
I giradischi Technics SL-1200, i mixer con crossfader di precisione e i vinili stessi erano gli strumenti sacri di questa arte, richiedendo una precisione manuale, un’orecchio finissimo e anni di pratica per essere padroneggiati.
Con l’avvento dei lettori CDJ (come i Pioneer CDJ-1000 e successivi) e poi dei controller DJ (spesso utilizzati con software come Serato DJ, Traktor Pro o Rekordbox), il mondo del DJing è diventato sempre più digitale. Inizialmente, c’era scetticismo sulla capacità di queste nuove tecnologie di replicare la sensazione e la precisione del vinile per il turntablism.
La nostra opinione è chiara: sì, il turntablism è assolutamente possibile con i moderni lettori per DJ e con molti controller. Anzi, in molti casi, queste tecnologie lo hanno reso più accessibile e versatile, pur con alcune differenze intrinseche rispetto al vinile:
Il dibattito non dovrebbe più essere se “si può” fare turntablism con il digitale, ma piuttosto “come” le nuove tecnologie stanno ampliando e modificando questa forma d’arte. I DJ che si sono formati con i giradischi tradizionali apprezzano ancora la purezza del vinile, ma riconoscono anche i vantaggi e le nuove possibilità offerte dal digitale.
In definitiva, il turntablism, come ogni forma d’arte, si evolve con i suoi strumenti. L’abilità e la creatività del DJ rimangono al centro, indipendentemente dal fatto che si stia manipolando un disco in vinile, una jog wheel o un piatto motorizzato digitale. L’importante è il suono che si produce e l’impatto che ha sul pubblico.
Scritto da: Redazione
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